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Perchè le donne sono più loquaci degli uomini?


Si dice, da sempre, che le donne siano più chiacchierone degli uomini.
Maldicenze messe in giro dai maschietti? Fino a un certo punto. Perché è vero che il gentil sesso è più loquace di quello forte. So che qualche lettrice è già saltata su: Non è vero! Io parlo poco, invece mio marito una volta che attacca bottone non la finisce più. Non voglio certo smentirla, signora: stiamo parlando di medie statistiche. E, mediamente, le donne hanno più propensione a dare fiato alle corde vocali.

C’è un motivo: la donna ama sfogarsi più dell’uomo. Ha più bisogno di aprirsi, di parlare, di lasciarsi andare quando ha un problema. Spesso le basta parlare con qualcuno che la ascolta attentamente per sentirsi meglio.
Il problema non è stato affatto risolto: ma confidarsi basta per sentirsi meglio, con un peso sullo stomaco un po’ più leggero.

Per molti uomini è l’opposto. Di fronte a un problema si chiudono in se stessi. Diventano introversi, burberi, scontrosi: a quante è capitato di chiedere al compagno “Cos’hai?” e sentirsi rispondere, a volte
scortesemente, “Niente, niente, lasciami stare”? Quando c’è un problema l’ uomo parla per risolverlo, e finchè non ha trovato la soluzione rimugina in silenzio. Non vuole essere distratto, non ha voglia di parlare con altri. E’ solution oriented, orientato alla soluzione, come dicono gli anglosassoni.
La donna, invece, è process oriented, orientata al processo. Parlare può essere un processo che serve ad avvicinarsi alla soluzione. E se la soluzione è lontana, e le parole da pronunciare sono molte, niente di male. Anzi.

La più spiccata parlantina femminile è anche dovuta a fattori culturali. Gli uomini andavano a caccia e in guerra, parlare poteva essere una perdita di tempo e anche rischioso: bastava uno sguardo, un segnale per intendersi. Le donne, dal canto loro, restavano a casa con la prole. E avevano tutto il
tempo per chiacchierare con le amiche e con i figli. Fateci caso: chi parla di più con i bambini piccoli, che stanno imparando a biascicare i primi vocaboli? Nove volte su dieci è la mamma.

Si obietterà: ma l’uomo parla di meno anche se non ha problemi. Avviene soprattutto in famiglia: lei gli chiede com’è andata la giornata, lui mugugna due parole e poi si ferma. Mentre quando lui chiede qualcosa a lei (e spesso non c’è neanche bisogno di chiederglielo) lei comincia a mettere in moto la lingua e prosegue con gran gusto. Con il risultato che lei non si sente tenuta in considerazione da lui che non le parla abbastanza; e lui si sente travolto dall’esuberanza verbale di lei.

La soluzione per farlo parlare di più? Dargli soddisfazione mentre parla.
Dargli corda, insomma. Ascoltarlo con attenzione, facendo cenno di sì con la testa: aiuta a farlo sentire importante. E gli uomini, più delle donne, hanno bisogno di sentirsi tali. Porgli domande aperte, quelle a cui non si risponde con un semplice sì o no: sono le domande che iniziano con Come mai,
Perché, Spiegami. E sorridergli. L’uomo ama sentirsi apprezzato dalle donne: è il suo innato spirito del seduttore che, anche inconsciamente, affiora.
Attenzione: potrebbe capitare che lui pensi di aver fatto colpo su di te. Se non è il tuo partner, valuta tu se è un rischio da correre.

Come entrare in immediata sintonia con qualcuno


Il modo più efficace e veloce per entrare in sintonia immediata con qualcuno? L’uso del proprio corpo. Non fraintendermi: non sto parlando di erotismo, né di seduzione nel senso classico del termine. Ma in un senso più ampio sì. Perché sedurre significa “ad se ducere”, portare a sé: e con il linguaggio del corpo puoi conquistare il tuo interlocutore molto più facilmente che con le parole. Perché lui, abituato come tutti a sentirsi raccontare frottole, potrebbe accogliere quanto dici con sospetto. Mentre i messaggi che gli trasmetti con il corpo superano molto più facilmente i suoi filtri razionali e passano direttamente al suo subconscio, influenzandolo.

E’ dimostrato che, in un incontro, i primi 90 secondi sono i più importanti: è in quel momento che si prova simpatia o antipatia, fiducia o sospetto nei confronti dell’altro. E quella prima impressione spesso diventa un giudizio definitivo. Possibile, visto che in soli 90 secondi non puoi fare molto altro che guardare l’altro, sorridergli, stringergli la mano e dire quattro banalità? Possibilissimo.

Essenziale è avere una postura aperta: niente braccia o gambe incrociate, potrebbero sembrare un gesto di chiusura. La stretta di mano è particolarmente importante: con il contatto pelle su pelle trasmetti un sacco di informazioni sul tuo conto e ne ricevi altrettante dall’altro. Ecco come dev’essere la stretta:
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