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Come gestire efficacemente il proprio tempo


Per sfruttare al massimo le proprie giornate bisogna distinguere tra cose importanti e cose urgenti.

Per molti è importante, importantissimo, avere un figlio: è addirittura la cosa più importante della vita. Ma spesso non è urgente: si può averlo tra un anno, o tra due, o tre, non importa. Invece è urgente rinnovare l’abbonamento al Giornale: scade domani, se non si va in posta a pagare il dovuto non recapiteranno più a casa il quotidiano preferito, almeno fino a quando non si sarà provveduto al versamento. Ma è così grave? Forse no: si può benissimo fare a meno del proprio giornale per qualche giorno.

Ecco la differenza tra quel che è urgente e quello che è importante. Le cose urgenti vanno fatte subito, immediatamente, ma non sempre sono importanti; mentre le cose importanti, che non sempre sono urgenti, sono quelle che ci cambiano la vita.

Il generale Eisenhower, presidente americano negli anni ‘50, distingueva tra cose urgenti e cose importanti grazie ad una griglia da lui escogitata, da allora chiamata “Griglia di Eisenhower”. È composta da 4 quadranti.

1. Nel quadrante 1 vanno scritte le cose molto urgenti, ma poco importanti; come pagare l’abbonamento al giornale.

2. Nel quadrante 2 vanno le cose molto urgenti e molto importanti, ad esempio farsi ricoverare immediatamente in ospedale per un infarto. Le cose in questo quadrante sono quelle che vanno fatte per prime.

3. Il successo si costruisce facendo le cose che si trovano nel quadrante numero 3: sono importanti, ma non urgenti. Questo è il quadrante più trascurato, insieme con il 4, perché non contiene cose urgenti. Ma le cose importanti vanno comunque fatte, perché ti modellano la vita!

4. Il 4 è il quadrante-cestino: contiene cose né importanti, né urgenti, che quindi si possono dimenticare.

Come entrare in immediata sintonia con qualcuno


Il modo più efficace e veloce per entrare in sintonia immediata con qualcuno? L’uso del proprio corpo. Non fraintendermi: non sto parlando di erotismo, né di seduzione nel senso classico del termine. Ma in un senso più ampio sì. Perché sedurre significa “ad se ducere”, portare a sé: e con il linguaggio del corpo puoi conquistare il tuo interlocutore molto più facilmente che con le parole. Perché lui, abituato come tutti a sentirsi raccontare frottole, potrebbe accogliere quanto dici con sospetto. Mentre i messaggi che gli trasmetti con il corpo superano molto più facilmente i suoi filtri razionali e passano direttamente al suo subconscio, influenzandolo.

E’ dimostrato che, in un incontro, i primi 90 secondi sono i più importanti: è in quel momento che si prova simpatia o antipatia, fiducia o sospetto nei confronti dell’altro. E quella prima impressione spesso diventa un giudizio definitivo. Possibile, visto che in soli 90 secondi non puoi fare molto altro che guardare l’altro, sorridergli, stringergli la mano e dire quattro banalità? Possibilissimo.

Essenziale è avere una postura aperta: niente braccia o gambe incrociate, potrebbero sembrare un gesto di chiusura. La stretta di mano è particolarmente importante: con il contatto pelle su pelle trasmetti un sacco di informazioni sul tuo conto e ne ricevi altrettante dall’altro. Ecco come dev’essere la stretta:
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