Archive for June, 2008

Perchè le donne sono più loquaci degli uomini?


Si dice, da sempre, che le donne siano più chiacchierone degli uomini.
Maldicenze messe in giro dai maschietti? Fino a un certo punto. Perché è vero che il gentil sesso è più loquace di quello forte. So che qualche lettrice è già saltata su: Non è vero! Io parlo poco, invece mio marito una volta che attacca bottone non la finisce più. Non voglio certo smentirla, signora: stiamo parlando di medie statistiche. E, mediamente, le donne hanno più propensione a dare fiato alle corde vocali.

C’è un motivo: la donna ama sfogarsi più dell’uomo. Ha più bisogno di aprirsi, di parlare, di lasciarsi andare quando ha un problema. Spesso le basta parlare con qualcuno che la ascolta attentamente per sentirsi meglio.
Il problema non è stato affatto risolto: ma confidarsi basta per sentirsi meglio, con un peso sullo stomaco un po’ più leggero.

Per molti uomini è l’opposto. Di fronte a un problema si chiudono in se stessi. Diventano introversi, burberi, scontrosi: a quante è capitato di chiedere al compagno “Cos’hai?” e sentirsi rispondere, a volte
scortesemente, “Niente, niente, lasciami stare”? Quando c’è un problema l’ uomo parla per risolverlo, e finchè non ha trovato la soluzione rimugina in silenzio. Non vuole essere distratto, non ha voglia di parlare con altri. E’ solution oriented, orientato alla soluzione, come dicono gli anglosassoni.
La donna, invece, è process oriented, orientata al processo. Parlare può essere un processo che serve ad avvicinarsi alla soluzione. E se la soluzione è lontana, e le parole da pronunciare sono molte, niente di male. Anzi.

La più spiccata parlantina femminile è anche dovuta a fattori culturali. Gli uomini andavano a caccia e in guerra, parlare poteva essere una perdita di tempo e anche rischioso: bastava uno sguardo, un segnale per intendersi. Le donne, dal canto loro, restavano a casa con la prole. E avevano tutto il
tempo per chiacchierare con le amiche e con i figli. Fateci caso: chi parla di più con i bambini piccoli, che stanno imparando a biascicare i primi vocaboli? Nove volte su dieci è la mamma.

Si obietterà: ma l’uomo parla di meno anche se non ha problemi. Avviene soprattutto in famiglia: lei gli chiede com’è andata la giornata, lui mugugna due parole e poi si ferma. Mentre quando lui chiede qualcosa a lei (e spesso non c’è neanche bisogno di chiederglielo) lei comincia a mettere in moto la lingua e prosegue con gran gusto. Con il risultato che lei non si sente tenuta in considerazione da lui che non le parla abbastanza; e lui si sente travolto dall’esuberanza verbale di lei.

La soluzione per farlo parlare di più? Dargli soddisfazione mentre parla.
Dargli corda, insomma. Ascoltarlo con attenzione, facendo cenno di sì con la testa: aiuta a farlo sentire importante. E gli uomini, più delle donne, hanno bisogno di sentirsi tali. Porgli domande aperte, quelle a cui non si risponde con un semplice sì o no: sono le domande che iniziano con Come mai,
Perché, Spiegami. E sorridergli. L’uomo ama sentirsi apprezzato dalle donne: è il suo innato spirito del seduttore che, anche inconsciamente, affiora.
Attenzione: potrebbe capitare che lui pensi di aver fatto colpo su di te. Se non è il tuo partner, valuta tu se è un rischio da correre.

Come gestire efficacemente il proprio tempo


Per sfruttare al massimo le proprie giornate bisogna distinguere tra cose importanti e cose urgenti.

Per molti è importante, importantissimo, avere un figlio: è addirittura la cosa più importante della vita. Ma spesso non è urgente: si può averlo tra un anno, o tra due, o tre, non importa. Invece è urgente rinnovare l’abbonamento al Giornale: scade domani, se non si va in posta a pagare il dovuto non recapiteranno più a casa il quotidiano preferito, almeno fino a quando non si sarà provveduto al versamento. Ma è così grave? Forse no: si può benissimo fare a meno del proprio giornale per qualche giorno.

Ecco la differenza tra quel che è urgente e quello che è importante. Le cose urgenti vanno fatte subito, immediatamente, ma non sempre sono importanti; mentre le cose importanti, che non sempre sono urgenti, sono quelle che ci cambiano la vita.

Il generale Eisenhower, presidente americano negli anni ‘50, distingueva tra cose urgenti e cose importanti grazie ad una griglia da lui escogitata, da allora chiamata “Griglia di Eisenhower”. È composta da 4 quadranti.

1. Nel quadrante 1 vanno scritte le cose molto urgenti, ma poco importanti; come pagare l’abbonamento al giornale.

2. Nel quadrante 2 vanno le cose molto urgenti e molto importanti, ad esempio farsi ricoverare immediatamente in ospedale per un infarto. Le cose in questo quadrante sono quelle che vanno fatte per prime.

3. Il successo si costruisce facendo le cose che si trovano nel quadrante numero 3: sono importanti, ma non urgenti. Questo è il quadrante più trascurato, insieme con il 4, perché non contiene cose urgenti. Ma le cose importanti vanno comunque fatte, perché ti modellano la vita!

4. Il 4 è il quadrante-cestino: contiene cose né importanti, né urgenti, che quindi si possono dimenticare.